ASSOCIAZIONE CIVICA “PORTA NUOVA”  - VASTO

 

COMUNICATO STAMPA                 12 Marzo ’05

 

Alcune precisazioni a proposito delle polemiche di questi giorni attorno alla gestione del servizio idrico, al solo scopo di arginare la confusione che, in questo campo, sembra davvero tanta.

Gli investimenti. Gli investimenti di cui recentemente alcuni hanno parlato sono ancora quelli previsti dall’Accordo di Programma Quadro (APQ) stipulato tra la Regione e vari Ministeri (Trasporti, Ambiente, Economia, Politiche Agricole) in data 23 Gennaio 2003, accordo a sua volta fondato sulla delibera CIPE n° 138 del 21 Dicembre 2000. Gli interventi previsti erano stati definiti “immediatamente cantierabili”  già in un comunicato della Regione Abruzzo datato 5 Febbraio 2003[1]. Nel Dicembre dello stesso anno l’assessore De Matteis dichiarava[2]: “I primi cantieri potranno partire già la prossima estate”. Speriamo che questa sia la volta buona.

Ci sono poi gli investimenti cosiddetti a tariffa, cioè finanziati da un’apposita quota componente la tariffa, come previsto dalla legge[3], nonché dal nostro Piano d’Ambito. Questi avrebbero dovuto –secondo lo stesso Piano d’Ambito- risolvere entro il 2007 ogni problema di approvvigionamento idrico nella nostra zona[4]. Il 20,6% (pari ad € 4 milioni 780 mila) della spesa prevista avrebbe dovuto essere impiegata entro il 2004. Di essi si è persa ogni traccia. Non solo: in una dichiarazione del 14 Dicembre 2004 il presidente pro-tempore della SASI, Donato Ranni, li ha esclusi –e ciò ha dell’incredibile- espressamente[5], smentendo con ciò, tra l’altro, nel modo più diretto le dichiarazioni rese appena 20 giorni prima dal presidente dell’ATO, Enrico Di Giuseppantonio[6]. Le autorità di ATO (tra cui il sindaco Pietrocola, componente del C.d.A.), che per legge dovrebbero controllare l’attività dell’ente di gestione (la SASI) per verificarne la corrispondenza agli obiettivi e ai livelli di servizio stabiliti nel Piano d’Ambito, non hanno –né allora, né dopo- detto una sola parola. Ogni commento appare superfluo.

La privatizzazione. Il sindaco Pietrocola ha parlato invece, di recente, per proporre un bando di gara per l’affidamento ai privati della gestione del servizio idrico. E ciò sulla base, secondo le sue dichiarazioni, nientemeno che della legge Galli (la 36 del ’94). Sono dichiarazioni sorprendenti, giacché da esse egli sembrerebbe ignorare tutto il complesso iter legislativo intervenuto negli ultimi dieci anni. Vi sono attualmente tre possibili modalità di affidamento: gara per il servizio, società mista con socio privato scelto attraverso gara, affidamento a società pubblica con prevalente attività locale (cosiddetto affidamento in house). Per ottenere l’affidamento diretto la SASI dovrebbe però entro quest’anno modificare il proprio statuto in modo da equipararsi ad un’azienda municipalizzata. Cosa farà lo decideranno i partiti. Non sarebbe male, tuttavia, che il dibattito tra loro fosse pubblico e avvenisse, per esempio, anche nel corso della presente campagna elettorale.



[1] “Ciclo delle acque: Pace e De Matteis illustrano APQ”, in Regione flash, N. 04, pag. 8.

[2] Il Centro, 6.12.’03.

[3]  Legge 36 del ’94 (legge Galli), art. 13 comma 5.

[4] “In seguito agli interventi di recupero perdite (programmati dal 1° anno al 4° anno), sarà possibile erogare un volume pari alla domanda teorica complessiva”: ATO 6 – Chietino, Piano d’Ambito, capitolo VI, p. 12. Un bel risultato, indubbiamente, visto che –sempre secondo il Piano d’Ambito-  il deficit di domanda insoddisfatta è pari attualmente a circa il 49%”

[5] Nel primo mandato [a tutto il 2005? NdR] non sono previsti investimenti. I proventi delle tariffe saranno utilizzati per la gestione e la manutenzione”. Il Centro, 14.12.’04.

[6]«La Sasi», ha chiarito Di Giuseppantonio, «ha sostenuto che con gli incassi in corso e le bollette da definire, riesce a coprire i costi e che nella tariffa c’è anche la quota sull’investimento per il ciclo idrico»,”. Il Centro, 24.11.’04.