ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA – VASTO
COMUNICATO STAMPA
14
Ottobre ’06
La
proposta di variante al PRG presentata dalla maggioranza di centro-sinistra al
Comune di Vasto prevede l’istituzione di un vincolo di inedificabilità
(ancorché temporanea[1])
sulle aree di risulta della ferrovia, e relative pertinenze.
Su
di essa molte voci si sono espresse: a favore dal centro-sinistra, dal
centro-destra contro. Noi, che non apparteniamo a nessuno degli schieramenti
(pur contando tra gli iscritti diversi esponenti di entrambi) vorremmo provare
–se possibile evitando strumentalizzazioni- ad uscire da questo schema.
Nella
sua perimetrazione la variante proposta riproduce integralmente, su scala cittadina,
l’impianto della proposta di legge istitutiva della Riserva Regionale presentata
dall’attuale assessore all’Ambiente, Caramanico (DS). Sotto questo profilo, essa si presta pertanto alle
stesse critiche che il Coordinamento per la tutela della Costa Teatina alla proposta di Caramanico aveva rivolto. Citiamo dal
comunicato del 9 Febbraio 2006:
“La
perimetrazione provvisoria allegata al testo della legge appare difficile da giustificare.
[…] Osserviamo quanto segue:
1)
Un vincolo siffatto […] risulta del tutto inadatto alla tutela della
costa. Anzi, potrebbe facilmente rivelarsi persino un incentivo alla
speculazione.
2)
[…] La
tutela delle aree dismesse del vecchio tracciato ferroviario è
importante non di per se stessa, ma a condizione che sia parte di un progetto
complessivo di difesa della costa.
3)
Un vincolo sull’ex
tracciato ferroviario esiste già: è l’Art. 41 della Legge Regionale
21 Giugno 1996, n. 38 […] Perché
tutelare ciò che è già sottoposto a tutela?
Con
questa perimetrazione, la proposta ci appare dunque inadeguata allo scopo, pericolosa,
difficilmente sostenibile, superflua.”
All’assessore
Anna Suriani, che quale presidente –allora- di Aprile per la Sinistra di Vasto ha firmato tra gli altri insieme a noi quel
documento, vorremmo chiedere –senza alcuna ironia- come ritenga possibile
presentare oggi questo progetto di variante.
E
al sindaco Luciano Lapenna, che ha dichiarato essere questo solo “un primo
passo sulla strada della tutela del nostro incomparabile patrimonio paesaggistico”, chiedere quale
sarà il secondo. E quando stima di compierlo.
[1]
“Successivamente potranno essere concepiti piani particolareggiati con valenza
turistica, dal minimo impatto ambientale”: così
il sindaco Lapenna su Il Messaggero del 5.10.’06.