I PERCORSI DEL “SIGNOR NO”
Qui
Quotidiano, 29 05 08
LA NOSTRA RISPOSTA
1.Tutto è speculazione, stando a quel che scrive il prof. Celenza.
E, a tal proposito, ci permettiamo di raccontargli una storia. Ad esempio,
nella seconda metà dell’Ottocento, si parlava di speculazione edilizia
del barone Genova-Rulli per la stessa casa diabitazione di via Osidia in cui
oggi il prof. abita. Su quell’edificio, in tempi molto lontani, ne hanno dette
di cotte crude. Un po’ come fa lui oggi su altri manufatti (mutatis, mutandis)!
Eppure a distanza di un secolo e mezzo quel fabbricato è parte
integrante di un ambiente. Anzi, lo definisce in modo egregio.
Immaginiamo che il prof.
Ritenga bella la sua abitazione. Ma stando al positivo giudizio che dà
oggi della sua residenza, la domanda che gli poniamo è la seguente: in quegli
anni, da quale parte si sarebbe schierato? Tra i favorevoli o i contrari?
2.Come giudica oggi il prof. Celenza corso De
Parma? Nel 1912 è stato sventrato un intero isolato per realizzare un
corso utilizzabile dai cittadini. Anche quell’intervento ha suscitato infinite
discussioni. Come lo trova oggi: brutto, bello oppure utile? E sempre in quegli
anni – aggiungiamo –, da quale parte si sarebbe schierato? Tra i favorevoli o tra
i contrari?
3. Sa il prof. Celenza che l’area su cui dovrebbe sorgere
il porticciolo turistico, chiamata la “Cava”, è stata utilizzata dalle
Ferrovie dello Stato (a partire dal 1861) come cava per il pietrisco della
massicciata ferroviaria? Sa che era considerata “zona degradata”? Se per l’Unione
Europea, o meglio, per chi gliel’ha segnalata , un’area storicamente di cava è
considerata SIC, all’UE è sempre possibile consegnare una relazione che
ristabilisca la verità storica di quel sito. E’ ora di finirla con i
furboni ambientalisti che, con gli espedienti più disparati, cercano di
bloccare tutto (la cosa – ovviamente – non riguarda l’associazione del prof.
Celenza che non è ambientalista, ma civica). Dato che anche le ex-aree
di cava sono SIC, che cosa direbbe, il prof. Celenza se qualche associazione
civica richiedesse il riconoscimento SIC per la stessa vecchia discarica sulla
via per Monteodorisio? Dal suo punto di vista “civico”, non ritiene importante conservare
e tutelare un elemento paesaggistico sorto sulla “monnezza” prodotta dai
vastesi? Diciamola tutta. L’istituzione di un sito SIC per celebrare la storia
recente della monnezza davvero non guasterebbe.
4.Un’altra strana domanda al prof. Celenza. Perché
gli italici hanno potuto costruire un insediamento cultuale invasivo sul promontorio
della Penna e i moderni non possono far nulla? Perché l’imperatore Federico II
ha potuto costruire sul medesimo sito una città e i contemporanei non possono
lasciare il proprio segno? Perché gli antichi potevano edificare e i
contemporanei no? Su questi ultimi, per caso, grava la maledizione di
un’associazione civica?
5. Il professor Celenza, che è persona di
mondo, sa bene una cosa: che i romani costruivano senza soluzione di continuità
città dei vivi e necropoli (come il prof. sa, la necropoli era zona a
forte rischio sanitario). Eppure malgrado ciò, la loro concezione di
città è durata secoli. Non si capisce perché ai contemporanei è
fatto divieto di postulare contiguità e continuità tra area
industriale e area turistica. Forse l’associazione civica ha scoperto una nuova
forma insediativa tutta da brevettare?
Una breve replica.
Solo poche righe, egregio direttore, per alcune banali precisazioni.
1. Va bene tagliare, ma mi pare che con la mia lettera lei abbia questa volta un po’ ecceduto, al punto da compromettere l’intelligenza dell’insieme. Per fortuna in piazza abbiamo una bacheca…
2. Noi siamo per la trasparenza e per il rispetto della legalità; da qui la nostra opposizione al porto turistico. Non viceversa. I Romani, i Borboni, gli Assiro-Babilonesi non erano in democrazia. Avevano altre leggi, e le facevano rispettare meglio di quanto facciamo noi le nostre.
3. Infine. Gradirei una maggiore attenzione agli argomenti di cui –per conto della mia associazione- mi faccio portatore; e una minore –o meglio, nessuna- attenzione alla mia trascurabile persona. Grazie.
Spero che stavolta non mi taglierà. La saluto cordialmente.
Vasto, il 3 Giugno ‘08
Michele Celenza
(Associazione civica “Porta Nuova”- Vasto)