ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA – VASTO

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COMUNICATO STAMPA                                                                    3 Gennaio ’07

 

 

2.3. Raccolta dei rifiuti solidi urbani.

 

Non abbiamo certamente bisogno di convincere l’assessore Marchesani dell’opportunità di avviare in città una seria politica di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. L’obiettivo figurava peraltro nel programma elettorale delle coalizioni di centro-sinistra (purtroppo solo di quelle…) che hanno vinto le recenti elezioni amministrative.

Per il comune lettore ricorderemo solo che –secondo gli ultimi dati ufficiali della Regione Abruzzo[1]- la percentuale di raccolta differenziata a Vasto era nel 2005 del 9,27% (1,5% in meno rispetto al 2004), contro una media provinciale del 15,79%, e una media regionale del 15,40%. E che la legge[2] prescriverebbe il raggiungimento della percentuale minima del 35% entro il 31 dicembre 2006.

«Abbiamo trovato», commentava i dati l’assessore Marchesani, «una situazione disastrosa […] l’ecotassa ha toccato il picco di 240mila euro, la raccolta dell’umido è quasi inesistente e le discariche abusive sono aumentate.» Nella stessa intervista[3] l’assessore preannunciava l’avvio della sperimentazione, in un quartiere pilota, della raccolta dei rifiuti porta a porta. Per la nostra associazione, che aveva posto il problema sin dall’Agosto del 2003, questo è un fatto importante. Riteniamo possa esserlo anche per la città.

 

La raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani è un affare serio e rilevante per molti aspetti, ma a condizione che non sia un’operazione di facciata, e di conseguenza a condizione che coinvolga per davvero i cittadini. Per questo sono importanti i criteri e le modalità di organizzazione del servizio.

La questione non presenta solo –né principalmente- degli aspetti tecnici: di essi si occuperà la società di gestione, che di certo ne ha tutta la necessaria competenza. L’aspetto decisivo è di natura politica o, meglio ancora, civile. Perché il nodo vero sta nella misura e nella qualità della partecipazione dei cittadini. La migliore organizzazione tecnica del servizio è destinata comunque a fallire il suo scopo se dall’altra parte non incontra una collaborazione attiva. Questa non è solo la somma di tante disponibilità individuali; è anche, e sopratutto, il risultato di un’assunzione comune di responsabilità nella gestione del servizio pubblico. Nella nostra città –un po’ come in tutto il meridione- in questo campo c’è davvero ancora molto da fare.

 

E a cominciare dev’essere il Comune. Elenchiamo qui di seguito alcune specifiche richieste ed osservazioni che rivolgiamo a questo riguardo all’assessore Lina Marchesani.

 

  1. La sperimentazione che si intende avviare è opportuna ed ha un suo senso solo se essa è una prima tappa di un percorso rivolto all’estensione del servizio di raccolta domiciliare a tutta la città.
  2. Per questo è strettamente necessario che non solo l’Assessore competente, ma anche l’intera maggioranza a cominciare dal Sindaco, dichiarino che questo è un impegno strategico dell’attuale amministrazione (e agiscano di conseguenza).
  3. L’informazione e la consultazione della cittadinanza è, per ogni parte di questo percorso, una condizione preliminare ed indispensabile.
  4. Altra condizione preliminare è che il Comune si doti di un nuovo e finalmente adeguato regolamento del servizio di raccolta, così come previsto dalla legislazione vigente[4]; che esso preveda anche specifiche ed adeguate sanzioni; e che queste siano applicate.
  5. Per parte sua, la società di gestione del servizio deve corrispettivamente adottare una Carta dei Servizi, così come previsto dalla legge[5], quale forma di garanzia nei confronti dell’utenza; questa deve essere distribuita a tutti i cittadini.
  6. E’ opportuno che le associazioni cittadine interessate (tra cui la nostra), e tutte le persone in vario modo competenti presenti nel territorio (a cominciare dal CIVETA), siano preliminarmente consultate. 

 

 

 

 



[1] Regione Abruzzo, Direzione Parchi Territorio Ambiente Energia Servizio Gestione Rifiuti, 1° Rapporto sulle raccolte differenziate - Anno 2005, Novembre 2006.

[2] D.Lgs. 3 Aprile 2006 n. 152, art. 205, comma 1.

[3] Il Centro, 22.11.’06.

[4] D.Lgs. 3 Aprile 2006 n. 152, art. 198, comma 2.

[5] DPCM 27 gennaio 1994, Principi sull'erogazione dei servizi pubblici; D.Lgs. 30 Luglio 1999 n. 286, art. 11; LR 5 Agosto 2004 n. 23, art. 10, commi 2 e 3:

“2) La carta dei servizi prevede, in particolare:

a) l'adozione di indicatori e standard di qualità dei servizi;

b) l'obbligo di diffusione dei dati di monitoraggio relativi al raggiungimento degli standard adottati; 

c) l'istituzione di uffici locali per le relazioni con il pubblico;

d) la procedura per l'inoltro dei reclami da parte degli utenti;

e) l'istituzione di tavoli di conciliazione delle controversie insorse con gli utenti;

f) i casi di rimborso e di eventuale indennizzo dovuti agli utenti;

g) il diritto di accesso dell'utente alle informazioni relative al servizio.

3) I gestori provvedono alla distribuzione della carta dei servizi e dei suoi eventuali aggiornamenti a tutti i clienti.”