ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA - VASTO

 

COMUNICATO STAMPA               22 Luglio ’04

 

A oltre sei anni dalla sua istituzione dovrebbe essere approvato, nel Consiglio Regionale del prossimo Martedì 27 Luglio, il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva naturale guidata di "Punta Aderci".

C’è un aspetto della questione che non è stato sin’ora considerato. Si tratta del misterioso fenomeno dei miasmi maleodoranti presenti quotidianamente, da decenni, nella zona. Del quale si è parlato in modo sporadico e, di fatto, inconcludente, a proposito del borgo di Punta Penna; ma che interessa anche buona parte della zona della Riserva, come ben sanno, ad esempio, quanti in questa stagione vanno sulla spiaggetta. L’istituzione del Piano di Assetto Naturalistico potrebbe essere una buona occasione per avviare a soluzione questo annoso problema.

 

 “Cattivo odore, bruciore agli occhi, secchezza in gola[1]”. “Un olezzo nauseante” che “in alcune ore della giornata diventa così forte da creare malesseri e disagi anche ai lavoratori delle aziende dell’area industriale[2]”. “Un odore acre e pungente, che si spinge a volte fino in contrada San Leonardo[3]e persino “al quartiere dell’Incoronata[4]”. Il fenomeno, lo ripetiamo, è vecchio di decenni. Ricostruiamo brevemente i fatti intervenuti nell’ultimo anno.

Nella scorsa Estate 177 villeggianti che alloggiavano nel camping “Le grotte del Saraceno” a Vignola hanno presentato un esposto[5]; un esposto[6] è stato presentato anche da famiglie residenti nel villaggio a ridosso del faro. A seguito di ciò, informavano lo scorso Settembre i giornali, “la Capitaneria di porto e l’Arta hanno provveduto a compiere analisi e prelievi in mare. I miasmi, secondo gli esperti, non si sprigionerebbero dall’acqua[7].”

 

I controlli. Dietro interessamento dell’assessore regionale all'Ambiente, Massimo Desiati[8] venne dunque disposta la presenza di una centralina mobile dell’ARTA per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico. Le rilevazioni avvennero nel periodo compreso tra il 14 Gennaio e l’11 Febbraio 2004. Tutti i valori risultarono a norma[9]. Durante tutto il periodo dei rilevamenti, hanno dichiarato i residenti, il cattivo odore era sparito[10]. “Non appena il furgone è ripartito, i miasmi sono tornati. Ed è esattamente quello che temevamo[11]”.

“La gente non ha mai nascosto di ritenere che la nube provenga dall’area industriale. «Se fosse un fenomeno olfattivo prodotto dalla marcescenza di frutti di mare o alghe non brucerebbe in gola e tanto meno provocherebbe lacrimazione. Questo cattivo odore sembra piuttosto il risultato di un’azione chimica e francamente siamo piuttosto preoccupati per le eventuali conseguenze provocate alla nostra salute»[12].

 

Sia chiaro che non intendiamo sollevare facili sospetti nei confronti di nessuno. Però le informazioni disponibili, informazioni peraltro di pubblico dominio, vanno date: è uno dei compiti fondativi della nostra associazione.

 

Le industrie. A ridosso della Riserva regionale di Punta D’Erce e del borgo di Punta Penna è posta, com’è noto, un’area industriale. In essa, in particolare, sono attive due industrie chimiche:

1) La fabbrica di perfosfati e acido solforico[13] facente capo alle Industrie Chimiche Puccioni SpA, specializzata nella produzione di fertilizzanti per l'agricoltura. La sua  produzione è equivalente a circa il 15% del fabbisogno nazionale con punte, in specifici settori, superiori al 30%[14]. L’autorizzazione del Comune di Vasto del 29 Ottobre 1963 la classifica come industria insalubre di prima classe[15]. Le industrie appartenenti a questa categoria, dispone l’art. 216 del Testo Unico delle leggi sanitarie[16], “debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni[17]”; a meno che, tuttavia, “l'industriale  provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato”. L’azienda si è dotata di un Sistema di Gestione Ambientale per il quale ha ottenuto il certificato ISO 14001.

2) Lo stabilimento per il deposito e la produzione di biodiesel appartenente alla Fox petroli SpA. Si tratta di uno dei due principali stabilimenti italiani del settore, che produce circa 55.000 tonnellate di biocombustibile all'anno[18]. E’ inserito dal Ministero dell’Ambiente nell’Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti[19]. Tra questi la normativa prevede due categorie: gli stabilimenti "a rischio intermedio" e  quelli "a maggior rischio". Lo stabilimento di Punta Penna (insieme ad altri 7, in Abruzzo) è tra questi secondi. Per essi la normativa prevede: a) il controllo dell'urbanizzazione da parte degli Enti locali nelle zone da loro interessate[20] (a Vasto la maggioranza e i DS concordano tra l’altro sull’opportunità di costruire un porto turistico proprio a fianco dello stabilimento); b) la predisposizione, da parte dell' Autorità Competente, di un Piano di Emergenza Esterno, finalizzato a proteggere l'uomo e l'ambiente in caso di incidente, a limitarne le conseguenze ed a prevedere il successivo disinquinamento dell'area interessata[21] (a Vasto non esiste); c) l'informazione e la consultazione della popolazione[22] (a Vasto non è mai avvenuta). Il deposito della Fox petroli SpA di Vasto ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001 nel Novembre 2003[23].

 

Nuovi insediamenti. Sono anche previsti nuovi insediamenti. “Il 17 dicembre [del 2002] la giunta municipale ha approvato una delibera che dava disco verde al varo di un piano di privati destinato a portare una colata di cemento nella zona di Punta Penna classificata F3: 50.000 metri cubi di appartamenti, 250 alloggi, una vera e propria zona residenziale, a ridosso dell’approdo[24].

 

Il Piano di Assetto Naturalistico. In questo contesto –i miasmi che da decenni infestano la zona; le dichiarazioni dei residenti su quanto ha preceduto e seguito i rilevamenti dell’ARTA; la presenza di industrie chimiche di impatto potenzialmente non indifferente (ancorché certificate ISO 14001); infine i nuovi insediamenti residenziali previsti- ci si approssima all’approvazione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva naturale guidata di "Punta Aderci". Non sappiamo se ai nostri Consiglieri regionali tutto questo appaia normale. A noi pare di no.

 

Ci sembrerebbe ragionevole che, contestualmente all’approvazione del PAN, venisse disposto un sistema di controllo permanente della qualità ambientale, ad esempio mediante l’installazione di una centralina fissa di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico.

 

Ciò è del resto espressamente previsto dallo stesso Piano di Assetto Naturalistico. Tra gli “interventi necessari anche per una corretta fruizione dell’area con particolare riferimento al turismo estivo[25] viene indicata[26]l’organizzazione e realizzazione di strutture, servizi e mezzi per il monitoraggio ambientale”.

Vogliamo sperare che questa previsione non resti sulla carta.


ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA - VASTO

 

COMUNICATO STAMPA               22 Luglio ’04   (sunto)

 

A oltre sei anni dalla sua istituzione dovrebbe essere approvato, nel Consiglio Regionale del prossimo Martedì 27 Luglio, il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) della Riserva naturale guidata di "Punta Aderci".

C’è un aspetto della questione che non è stato sin’ora considerato. Si tratta del fenomeno dei miasmi maleodoranti presenti quotidianamente, da decenni, nella zona. Del quale si è parlato a proposito del borgo di Punta Penna; ma che interessa anche buona parte della zona della Riserva. L’istituzione del Piano di Assetto Naturalistico potrebbe essere una buona occasione per avviare a soluzione questo annoso problema.

         Nella scorsa Estate 177 villeggianti che alloggiavano nel camping “Le grotte del Saraceno” hanno presentato un esposto; un esposto è stato presentato anche da famiglie residenti nel villaggio a ridosso del faro. A seguito di ciò, fu disposta la presenza di una centralina mobile dell’ARTA per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico. Le rilevazioni avvennero nel periodo compreso tra il 14 Gennaio e l’11 Febbraio 2004. Tutti i valori risultarono a norma. Durante tutto il periodo dei rilevamenti, però, hanno dichiarato i residenti, stranamente il cattivo odore era sparito. “Non appena il furgone è ripartito, i miasmi sono tornati”.

Sia chiaro che non intendiamo sollevare facili sospetti nei confronti di nessuno. Tutti sanno però che nell’area industriale sono attive due industrie chimiche di impatto potenzialmente non indifferente. E’ noto anche che nella zona sono previsti nuovi insediamenti residenziali.

In questo contesto –i miasmi che da decenni infestano la zona; i controlli dell’ARTA dimostratisi inefficaci; la presenza di industrie chimiche di un certo impatto; infine i nuovi insediamenti residenziali previsti- ci si approssima all’approvazione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva naturale guidata di "Punta Aderci". Non sappiamo se ai nostri Consiglieri regionali tutto questo appaia normale. A noi pare di no.

 

Ci sembrerebbe ragionevole che, contestualmente all’approvazione del PAN, venisse disposto un sistema di controllo permanente della qualità ambientale, ad esempio mediante l’installazione di una centralina fissa di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico.

 

Ciò è del resto espressamente previsto dallo stesso Piano di Assetto Naturalistico. Tra gli “interventi necessari anche per una corretta fruizione dell’area con particolare riferimento al turismo estivo”  viene indicata “l’organizzazione e realizzazione di strutture, servizi e mezzi per il monitoraggio ambientale”.

Vogliamo sperare che questa previsione non resti sulla carta.



[1] Il Centro,19.5.04.

[2] Il Centro, 3.9.’03.

[3] Il Centro, 17.11.’03.

[4] Il Centro, 12.7.’04.

[5] Il Centro, 3.9.’03 e TRSP 2.9.’03.

[6] Il Centro, 17.11.’03.

[7] Il Centro, 3.9.’03.

[8] TRSP 3.9.’03. Ma secondo Il Messaggero del 18.12.’03 “a sollecitare l’intervento dei tecnici, è stato Paolo Leonzio, direttore regionale della Fee”

[9] I rilievi hanno un valore solo indicativo in quanto, com’è precisato in calce alla tabella, “il laboratorio mobile non è conforme ai sistemi di rilevamento previsti dal DM 20/05/91”. Il loro esito tuttavia non è mai apparso sui giornali. Si trova nell’allegato ARTA LABORATORIO MOBILE P. Penna.

[10] “Fino a quando nella zona è rimasto il furgone mobile dell’Arta, il fenomeno non si è mai presentato” (Il Centro, 19.5.04). Dichiarazioni ribadite su Il Centro del 12.7.04.

[11] Il Centro, 19.5.04 .

[12] Il Centro, 12.7.04.

[13] Così nell’autorizzazione del Comune di Vasto (prot. n° 13585) del 29 Ottobre 1963.

[14] Fonte: www.puccioni.it.

[15] Le classi, come specificato dall’art. 216 del Testo Unico delle leggi sanitarie sono solo due. Alla prima appartengono gli impianti potenzialmente più pericolosi.

[16] R.D. 27 luglio 1934, n. 1265.

[17] Così anche nell’autorizzazione del Comune di Vasto: l’ubicazione della fabbrica è detta “in aperta campagna e lontana dalle abitazioni.”

[18] Fonte: ISES, Newsletter mensile di ISES ITALIA, N. 1 GENNAIO 2002

[19] Ai sensi dell’art. 15, comma 4, del Decreto Legislativo 17 Agosto 1999, n. 334 (la cosiddetta legge Seveso bis). Si veda l’allegato abruzzo rischio industriale.

[20] Ai sensi del DM 9/05/01: "Requisiti minimi e di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante".

[21] Art. 20 del citato DL 17 Agosto 1999, n. 334.

[22] Tra l’altro, per la creazione di nuovi insediamenti e infrastrutture attorno agli stabilimenti esistenti”, art. 23.

[23] Fonte: www.foxpetroli.com.

[24] Dichiarazioni di Fabio Giangiacomo, capogruppo DS in consiglio comunale al Messaggero del  20.9.03.

[25] Pag. 21.

[26] Alla pagina 23, capo 2 –Riqualificazione e tutela ambientale-, comma 2.15.