ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA – VASTO

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COMUNICATO STAMPA               17 Settembre ’05

 

PUNTA PENNA: UNA QUESTIONE AMBIENTALE.

 

Il mistero delle emissioni inquinanti a Punta Penna. Anche quest’estate ne hanno parlato i giornali; ma non è una novità. Si verificano ogni anno, per tutto l’anno, da decenni. E neppure riguardano solo Punta Penna: sono avvertibili spesso sino alla periferia della città. Dopo venti, trenta anni e più, restano ancora ufficialmente un mistero: non se ne conosce la natura, l’intensità e (men che meno) la fonte. E’ il mistero delle emissioni inquinanti di Punta Penna.

Una questione ambientale. Un mistero che, tuttavia, non sta da solo. Esso non è che la punta emergente, il risultato ultimo di una situazione ambientale lasciata per decenni, e tuttora, colpevolmente fuori controllo. Di una politica urbanistica, in particolare, che senza colpo ferire ha lasciato accostare e convivere, in un fazzoletto di terra, una zona residenziale, un insediamento industriale e un’area naturale protetta. Perché questo possa accadere, e duri, occorre il consenso di tutta la classe politica locale. Ma non basta. Occorre anche un sistematico occultamento della verità; e una costante disapplicazione delle leggi. E’ precisamente ciò che sino ad ora è accaduto; e che tenteremo, punto per punto, di illustrare.

 

1. Aria di Punta Penna. I primi –e sino ad ora unici- rilevamenti della qualità dell’aria nella zona di Punta Penna sono stati compiuti dalla centralina mobile dell’ARTA nel periodo tra il 14 Gennaio e l’11 Febbraio 2004. Ne avevamo già parlato in alcuni comunicati precedenti; vale la pena di tornarci. La foto che accompagna la relazione mostra il camioncino dell’ARTA acquattato dietro il muro di cinta del faro, in modo da ricevere da questo il massimo schermo rispetto alla zona industriale. Non solo: durante tutto il periodo dei rilevamenti, hanno dichiarato i residenti, il cattivo odore era sparito[1]. “Non appena il furgone è ripartito, i miasmi sono tornati. Ed è esattamente quello che temevamo[2]”. Se non è stata un’aperta presa in giro, certo vi somiglia molto. Nonostante ciò, nei risultati ottenuti dai 29 giorni di rilevamento vi sono alcuni dati interessanti:

1)   Per il benzene: “in alcuni giorni i valori massimi si sono verificati nelle ore notturne o nel primo mattino, soprattutto quando il vento spirava da Sud o da angolazioni vicine”: il che è strano. Grave però è il dato che riguarda:

2)   lo stirene[3]. “Eccetto che in aree altamente inquinate,” scrivevamo lo scorso Gennaio in un nostro comunicato citando l’OMS, “le concentrazioni di stirene nell’aria ambiente sono in genere inferiori a 1 μg/m3. “In un ambiente urbano inquinato e nel raggio di 1 km da industrie che lavorano lo stirene, la [sua] concentrazione può raggiungere i 20-30 μg/m3 [microgrammi al metro cubo]. In Piazza Verdi, a Vasto, l’ARTA ha rilevato una concentrazione media di stirene pari a 9,6 μg/m3, con picchi fino a 24,7 μg/m3. A Punta Penna la concentrazione media rilevata è stata quasi il doppio: 18,3 μg/m3, con un massimo orario fino a 36,1 μg/m3.[4]

Nonostante le promesse dell’allora assessore Desiati[5] non vi sono stati altri rilevamenti.

Lo scorso 22 Febbraio la Giunta regionale aveva approvato[6] -nell’ambito di un faraonico programma regionale, il Piano regionale triennale di tutela e risanamento ambientale 2005/2007- un consistente programma di spesa (27 milioni di euro) per interventi nell’intera regione; per il solo settore “aria” sono stati stanziati 2 milioni e 800 mila euro. “Sono state previste azioni mirate e coordinate che verranno attuate mediante la concessione agli enti locali di contributi fino al 70% delle spese preventivate[7]”. Era prevista, in particolare, l’installazione di ben 4 centraline fisse nel solo territorio di Vasto, e di 2 a San Salvo[8] (nell’intera regione se ne prevedevano 88), per una spesa complessiva di 150.000 euro, dei quali 105.000 finanziati dalla Regione per “affidamento diretto in seguito a presentazione di progetto”.

“Una grande operazione politico-amministrativa sull’ambiente, la prima nella storia della regione Abruzzo che in questo modo si pone all’avanguardia tra le regioni italiane”, aveva dichiarato l’assessore Desiati[9]. Da allora del Piano si sono perse le tracce. Ci piacerebbe avere notizie dall’attuale assessore regionale all’Ecologia, Franco Caramanico, e dal capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale, che in altre occasioni si sono dimostrati sensibili al problema.



[1] “Fino a quando nella zona è rimasto il furgone mobile dell’Arta, il fenomeno non si è mai presentato” (Il Centro, 19.5.04). Dichiarazioni ribadite su Il Centro del 12.7.04.

[2] Il Centro, 19.5.04 .

[3] Lo stirene origina principalmente da attività industriali e, in misura minore, dal traffico veicolare. Le conoscenze su questa sostanza non sono ancora tali, sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità, da consentire di tracciare un quadro certo della sua tossicità sull’uomo. Sono stati accertati effetti genotossici, neurologici e sullo sviluppo; non ancora certa appare la sua cancerogenicità. Non sono stati ancora introdotti limiti di legge all’inquinamento da stirene.

[4] A proposito dello stirene: qualcuno forse ricorderà che il fenomeno della cosiddetta nube tossica di San Salvo (a proposito del quale è ancora in corso un procedimento giudiziario) fu all’epoca attribuito proprio all’emissione, dai camini della Marelli, di vapori contenenti stirene. Ebbene, la prima rilevazione della presenza di stirene nella zona –da cui tutto il resto si originò- proveniva da una relazione del Laboratorio di Salute Ambientale dell’Istituto Mario Negri Sud: “Indagine analitica sui fenomeni di inquinamento atmosferico nel comune di San Salvo (Luglio-Ottobre 1994). In essa si afferma testualmente che “è stato  possibile stimare la presenza dello stirene nell'ordine delle decine di nanogrammi per metro cubo”. Nella tabella allegata questa quantità viene ulteriormente precisata: “stirene (5-50 ng.)”. Questo è stranissimo. Si consideri, infatti, che un nanogrammo è pari a un miliardesimo di grammo; e un microgrammo (μg) a un milionesimo. Espresso in nanogrammi, quindi, il dato medio rilevato a Punta Penna (18,3 μg/m3 ) darebbe la fantastica cifra di 18.300 nanogrammi: 366 volte maggiore del dato rilevato dal Mario Negri Sud a San Salvo nel 1994. Sono cifre che fanno pensare. Tutti i tentativi che abbiamo compiuti fino ad ora per venire a capo di questa incredibile stranezza –pur confermando le cifre- non hanno sortito a tutt’oggi esito alcuno.

[5]La prima cosa da fare, per valutare la qualità dell'aria nella città di Vasto ed essere credibili nelle affermazioni, è programmare altri rilevamenti” (27 Gennaio 2005).

[6] Regione Flash n. 7,”Tutela ambientale: Desiati, via libera a Piano di 27 mln”, 22 Febbraio 2005.

[7] Ib.

[8] Il Centro, 27.2.05; TRSP 24.2.05.

[9]  Regione Flash, cit.