ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA – VASTO
COMUNICATO STAMPA
19
Dicembre ’06
2.2.
Qualità dell’aria.
Qual
è la qualità dell’aria a Vasto? Le rilevazioni più recenti,
ad opera del mezzo mobile dell’ARTA, risalgono ormai –per Vasto Centro- al
Gennaio 2004; per Vasto Punta Penna al Dicembre 2005.
Delle
prime, visto che l’allora sindaco li teneva chiusi nel cassetto, noi stessi
abbiamo reso pubblici i dati. E non erano affatto dati rassicuranti, in
particolare per la presenza di Toluene e IPA in dosi da periferia industriale
del terzo mondo[1].
Quanto
a Punta Penna: anche in questo caso gli ultimi dati rilevati non sono stati
resi pubblici. Questa volta, però, non sarebbero di per sé preoccupanti,
se non si leggesse la relazione che li accompagna... Perché, se la si legge, si
trova scritto, in premessa, che “è doveroso rilevare che il laboratorio
mobile in dotazione a questo Dipartimento, ed utilizzato per questa campagna di
monitoraggio ambientale, non è idoneo per caratterizzare eventuali
apporti esterni di qualsivoglia tipo di inquinante”[2]. La qual cosa, per la fonte da cui proviene (l’ARTA
stessa), non è priva di un certo effetto.
Sul
laboratorio mobile dell’ARTA delle riserve le aveva del resto già
espresse, nel Gennaio 2005, l’allora assessore regionale all’Ambiente, Desiati (AN): “le centraline mobili non possono garantire
l'oggettiva lettura media della situazione”[3].
“Per
questa ragione”, proseguiva Desiati,
“anche sulla base dei nuovi orientamenti espressi dall'Agenzia ambientale
nazionale, anche l'Arta provvederà a dotarsi di centraline fisse,
secondo programmi già varati, le quali avranno ubicazione anche a Vasto”.
Infatti.
Il 22 Febbraio 2005 la Giunta Regionale approvò il cosiddetto Piano
regionale triennale di tutela e risanamento ambientale 2005/2007, che prevedeva un
consistente programma di spesa (27 milioni di euro) per interventi nell’intera
regione. Era prevista in particolare, nell’intera regione, l’installazione di 88 centraline fisse di rilevamento
della qualità dell’aria, per una spesa complessiva di 2milioni 200mila
euro, dei quali 1milione 540mila coperti dalla Regione a favore dei Comuni per “affidamento
diretto in seguito a presentazione di progetto”. Nel solo territorio di Vasto e di San Salvo le centraline
previste erano 6 (4 a Vasto, 2 a S. Salvo), per una spesa complessiva di
150.000 euro, dei quali 105.000 di finanziamento regionale. Ma il Piano
approvato in Giunta non riuscì a passare in Consiglio Regionale prima
dello scioglimento per le elezioni dell’Aprile 2005.
Il
nuovo assessore, Caramanico (DS), con
una nota del 19 Settembre 2005 che rendemmo subito pubblica, si impegnò
personalmente con la nostra associazione: “Quanto alle centraline di
monitoraggio dell'aria, promesse dal governo regionale di centro destra nella
passata legislatura e mai installate”,
così scriveva, “verificheremo la possibilità di attivarle
al più presto”.
E’
passato più di un anno. Lo scorso 24 Ottobre il Consiglio Regionale ha
approvato una nuova –e definitiva- versione del Piano regionale triennale di
tutela e risanamento ambientale, riferito
questa volta agli anni 2006/2008.
In
questa nuova versione, come nella precedente, “si prevede di incrementare la
rete di monitoraggio esistente [definita
“decisamente insufficiente”] nei Comuni
considerati a rischio di inquinamento atmosferico [in Abruzzo sono 32[4],
NdR] attraverso l’implementazione del sistema di monitoraggio fisso”. Adesso però la spesa prevista è quasi raddoppiata,
e ammonta a 2milioni 850mila euro, interamente coperti dalla Regione.
Fin qui
tutto bene. Sembrerebbe un importante passo in avanti. Sembrerebbe –vogliamo
sperarlo- si stiano finalmente ponendo le premesse per superare una storica
situazione di arretratezza propria della zona del vastese, e dell’intera regione[5].
Non sono chiare però le modalità di attuazione del Piano. In difformità da quanto stabilito dalla legislazione regionale in materia[6], che ne prevede l’attuazione mediante un finanziamento ai Comuni, e del Piano del Febbraio 2005, che seguiva lo stesso percorso, si sceglie ora la strada dell’affidamento diretto ad altri enti, e precisamente:
-
all'ARTA per l’implementazione
del sistema di monitoraggio della qualità dell'aria (2milioni 500mila euro);
-
alla società Parco Scientifico e Tecnologico
d'Abruzzo[7] per un progetto
pilota di monitoraggio dinamico della qualità dell'aria (350mila euro).
Quali saranno i tempi di attuazione del Piano? Chi è chiamato a risponderne? Quali i criteri per la scelta della localizzazione dei nodi della rete di rilevamento? Quali le sostanze oggetto di rilevamento? Quante centraline saranno impiantate? Quali le forme di pubblicità dei risultati? Eccetera. Sono domande non irrilevanti, cui gradiremmo una risposta da parte del direttore dell’ARTA regionale, Gaetano Basti; o dallo stesso assessore Caramanico.
Tuttavia, a parte ogni eventuale considerazione di legalità, è evidente che per un comune cittadino non è facile seguire la gestione di questi fondi.
E’ proprio quello che vorremmo chiedere al nostro rappresentante istituzionale, l’Assessore Comunale all’Ecologia Lina Marchesani.
[1] “Vasto come Bombay” titolò Il Tempo. Per i particolari su queste sostanze, e in generale sui dati dei rilevamenti a Vasto, si veda –sul nostro sito- il comunicato del 26 Gennaio 2005.
[2]
“… perché la strumentazione analitica in dotazione è dedicata
prevalentemente al controllo della presenza in atmosfera di inquinanti emessi
da insediamenti civili [?], ma
soprattutto da traffico autoveicolare.” (pag.
12). E, in conclusione: “C’è da evidenziare che, a volte, durante i controlli periodici effettuati
sul posto dai sottoscritti tecnici per verificare la corretta
funzionalità della strumentazione, si è chiaramente percepito
odore di tipo ammoniacale insieme ad altri non facilmente distinguibili. In
seguito si è tornati più volte con un analizzatore portatile per
aria ambiente per fare uno screening sia pure qualitativo e ricercare quale
composto o composti determinavano tale effetto. Purtroppo durante questi ultimi
sopralluoghi il fenomeno non si è ripetuto e di conseguenza, con la
strumentazionew a disposizione, non si è riusciti ad individuare la
presenza di ulteriori inquinanti” (pag. 16).
[3] AGI, 2005-01-27.
[4] Alba Adriatica, Atessa, Atri, Avezzano, Casalbordino, Celano, Chieti, Città S. Angelo, Fossacesia, Francavilla al Mare, Giulianova, Lanciano, L’Aquila, Martinsicuro, Montesilvano, Ortona, Penne, Pescara, Pineto, Rivisondoli, Roccaraso, Rocca San Giovanni, Roseto, San Salvo, San Vito, Silvi, Spoltore, Sulmona, Teramo, Torino di Sangro, Tortoreto, Vasto. L’elenco è stato stabilito dal DGR 30 Novembre 2001 (integrato dal DGR 13 Maggio 2002 n. 253).
[5] Secondo dati ISTAT (aggiornati al 2002) la dotazione di stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria in Abruzzo è di 0,7 stazioni per 100.000 abitanti, contro una media di 0,8 nel Mezzogiorno e di 1,6 nell’intera Italia.
[6] L.R. 26.04.2004, n. 15, Art. 225 (Piano regionale
di tutela e risanamento ambientale), comma
5: “Il Piano è attuato:
a) mediante concessione agli enti locali di contributi in conto
capitale fino al settanta per cento delle spese ammissibili per la
realizzazione di impianti ed opere; b) mediante bandi, di norma regionali, per
la concessione a soggetti pubblici e privati di contributi per la realizzazione
di impianti ed opere collegati alle finalità del programma e per
l'introduzione di sistemi finalizzati al miglioramento della qualità
ambientale.” L’articolo è
espressamente richiamato nella Delibera di approvazione del Consiglio Regionale.
[7] Era, sino allo scorso Novembre, un Consorzio misto pubblico-privato. Oggi –dopo l’uscita dal CdA della Regione e di altri enti pubblici- è a tutti gli effetti una società privata.