ASSOCIAZIONE
CIVICA PORTA NUOVA - VASTO
COMUNICATO STAMPA 4 Marzo ’05
Non è difficile per un politico spendere il denaro pubblico. Più difficile è operare delle scelte visibili, coerenti, compatibili con il bene comune.
Noi non daremo certo delle indicazioni di voto. A tutti però vogliamo rivolgere un’indicazione di non voto: NON VOTARE i candidati che presentano un programma di sola spesa, oppure che avanzano delle promesse vaghe o, peggio, clientelari. La personalizzazione e la privatizzazione della vita pubblica hanno prodotto danni immensi. Proviamo, da cittadini, ad opporre una minima forma di resistenza.
Per parte nostra presentiamo una piccola lista di questioni su cui chiediamo si esprimano tutti i partiti e i candidati locali.
1) Il Parco Nazionale della Costa Teatina. Forse non tutti sanno che il territorio vastese ricade
all’interno di un parco nazionale: il Parco Nazionale della Costa Teatina, istituito
(sulla carta) dall’art. 8, comma 3, della legge 23 Marzo 2001 n. 93 (e
finanziato con 1 miliardo di lire l'anno a partire da allora). Il
Parco dovrebbe comprendere tutta la fascia costiera da Ortona a S. Salvo.
Contro la legge istitutiva la Regione Abruzzo presentò ricorso presso la
Corte Costituzionale che, nell’Ottobre del 2002, lo respinse. Da allora sarebbe
spettato alla Regione, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, avviare le
procedure per la sua concreta attuazione. Da allora, di fatto, sulla vicenda è sceso un
silenzio quasi completo.
Noi non chiediamo l’istituzione del Parco. Chiediamo
solo che le forze politiche locali escano dal silenzio e dall’ambiguità,
ed abbiano il coraggio di proporre finalmente un disegno coerente sull’uso
della costa. Chi si pronunzia a favore della costruzione dell’ennesimo porto
turistico –e sono tanti, in tutti gli schieramenti- deve spiegarci come possa, nello stesso tempo,
dichiararsi a favore del Parco Nazionale.
2) I finanziamemti a pioggia alle associazioni. La legge regionale 49 del 1999 –approvata dall’allora maggioranza di
centro-sinistra, e adottata con entusiasmo dalla successiva amministrazione di
centro-destra - è una legge che regala denaro pubblico ai privati
secondo modalità che autorizzano i peggiori sospetti. Ne hanno parlato
di recente anche i giornali nazionali (Corriere della Sera, 15.2.’05). Lo scorso anno l’aveva fatto, unica in
Abruzzo, e ovviamente inascoltata, la nostra associazione.
La legge dispone l’erogazione di finanziamenti ad
associazioni sportive e socio-culturali, purché comprese in un elenco compilato
arbitrariamente dai consiglieri regionali. Le associazioni non devono neppure
presentare domanda; né tantomeno un progetto iniziale. Devono solo, dopo che è stata loro assegnata la somma,
presentare i documenti del caso. Ogni anno l’elenco è aggiornato con un
allegato alla legge finanziaria regionale. Nel ’99 vi figuravano 87
associazioni, per una spesa equivalente a 1 milione e mezzo di euro circa. Nel
2003 si contavano già 698 associazioni, per una spesa di oltre 4 milioni
di euro. Nel 2005 le associazioni finanziate sono giunte al numero di 1271, e
la spesa ha superato i 6 milioni di euro (+400% in 6 anni). Intanto, dal 2001
ad oggi, i finanziamenti alle 8 biblioteche pubbliche regionali (APC; una di
esse, com’è noto, sta a Vasto) si sono ridotti del 70%. Chiediamo ai
candidati se non ritengono sia il
caso di abolire questa legge francamente scandalosa.
3) L’inceneritore di rifiuti urbani. La raccolta differenziata dei rifiuti urbani raggiunge, in Abruzzo, il 10%. Era al 6% nel 2000. Alla soglia del 35% fissata dalla legge Ronchi per il 2003 arriveremo, di questo passo, non prima di vent’anni. Intanto l’assessore regionale uscente, Desiati, ha dichiarato che le 19 discariche abruzzesi basteranno fino al 2006. E’ evidente che del tempo prezioso è stato perso.
A questa situazione la bozza del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti rispondeva prevedendo l’installazione, nella regione, di 3 inceneritori di rifiuti urbani; in successive dichiarazioni dell’assessore gli inceneritori si riducevano a uno. Di esso sono indicate 3 possibili localizzazioni, una delle quali nel Vastese. Ricordiamo che, nella nostra zona, è già prevista a breve l’installazione della centrale turbogas di Gissi; che un’altra è in costruzione a Termoli; che una terza potrebbe sorgere a Montenero; infine, che la centrale turbogas di Paglieta non sembra ancora del tutto scongiurata. Chiediamo ai candidati se per caso non ritengono che così possa bastare.
4) Il servizio idrico. La situazione è nel caos. La SASI è dallo scorso Ottobre senza presidente. Il bilancio del 2003 non è stato ancora presentato. Gli investimenti previsti dal Piano d’Ambito (Dicembre 2002) non sono stati attuati. Intanto: l’erogazione idrica viene interrotta regolarmente, molto frequenti sono le rotture delle condotte, l’aumento tariffario medio è stato, a Gennaio 2004, del 32%. Al servizio sovrintendono –tra ATO, ISI e SASI- 3 distinti Consigli di Amministrazione, per un totale di 15 componenti, tutti nominati dai partiti.
La legge attribuisce alla Regione poteri di controllo e vigilanza, da espletare attraverso lo strumento della convenzione tipo. L’Abruzzo è tra le 7 regioni italiane che, in oltre 10 anni, non si sono ancora dotate di una convenzione tipo. Forse sarebbe il momento di farlo.
Presenteremo questo documento a tutti i candidati
locali alle prossime elezioni regionali, cui chiederemo una risposta scritta.
Prima delle votazioni daremo conto alla città delle risposte ottenute.