ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA - VASTO

 

COMUNICATO STAMPA               10 Febbraio ’05

 

 

 

Quasi allo scadere dei trenta giorni dalla presentazione della relativa diffida ci è giunta la risposta del Sindaco di Vasto (in allegato) alla “Petizione a firma delle associazioni vastesi” per l’attuazione dello Statuto Comunale.

Si ricorderà che 16 associazioni cittadine avevano chiesto il 9 Ottobre scorso al Sindaco la semplice attuazione di alcuni istituti previsti dal vigente Statuto Comunale: il difensore civico, la conferenza dei servizi, il regolamento degli istituti di partecipazione. Si tratta di una questione elementare di legalità, di democrazia, di civiltà, dalla cui soluzione l’Amministrazione stessa guadagnerebbe probabilmente in efficacia, e certamente in credibilità. In altre città, più civili della nostra, questi istituti costituiscono uno strumento normale di governo. Da noi sono restate sulla carta quasi per un decennio. La loro adozione dovrebbe essere giudicata, noi crediamo, di interesse pubblico preminente.

 

“Le forme di partecipazione popolare”, scrive dunque il Sindaco di Vasto, “incontrano un limite spesso insormontabile dalla[1] fattibilità ed onerosità delle stesse”(a noi veramente pare che sarebbero a costo quasi zero…) Ragion per cui, prosegue, “occorre procedere ad una scelta di priorità[,] in primo luogo [a favore] di quelle [spese ritenute] essenziali”: tra le priorità, evidentemente, l’attuazione dello Statuto Comunale non rientra. Tuttavia, egli prosegue, “per dare concreta attuazione degli altri istituti quali il difensore civico, la conferenza dei servizi e la disciplina degli istituti di partecipazione indicati nello Statuto […] è stato dato mandato all'apposita Commissione Consiliare competente di revisionare l'intero Statuto Comunale per adeguarlo alle nuove norme successivamente intervenute […] I lavori della Commissione sono iniziati ormai da tempo e si prevede una rapida conclusione per l'interesse stesso che l'argomento riveste.”

Il Sindaco insomma non ci dice di no, ma assume un impegno generico per un futuro imprecisato. E’ il terzo annuncio del genere negli ultimi sei anni[2]. 

 

Ne prendiamo atto volentieri, ma crediamo sia giunto ormai il momento di rendere pubbliche le posizioni –e le responsabilità- di ciascuno. Ci pare ridicolo che l’asserita imminente approvazione di un nuovo Statuto possa ritardare –per sei anni!- l’attuazione dello Statuto vigente. Né vediamo come l’una cosa possa ostacolare l’altra, posto che davvero entrambe le si voglia realizzare. Per questo avevamo chiesto un incontro a tutti i partiti (e al Sindaco, che naturalmente ce l’ha negato); e, a quelli che hanno accettato di incontrarci,  che il tema fosse portato in Consiglio Comunale.

Accogliamo dunque con soddisfazione la richiesta di convocazione del Consiglio Comunale (in allegato) presentata dai partiti dell’opposizione, che ringraziamo. Ci rammarichiamo che né il sindaco, né la maggioranza abbiano dimostrato analoga sensibilità.

 

 



[1] Scilicet: nella.

[2] Gli altri due sono stati: 1) la dichiarazione dell’allora consigliere comunale Giudo Giangiacomo, resa nel corso del Consiglio Comunale del 21 Ottobre 1999 (sindaco Tagliente): “L’Amministrazione sta provvedendo alla ristesura dello Statuto comunale […] Il nuovo Statuto […] prevederà successivamente la nomina del difensore civico” (la quale era stata richiesta in quell’occasione dal gruppo dei DS); 2) le dichiarazioni rilasciate al Messaggero del 7 Maggio 2003 dal Presidente del Consiglio Comunale Prancescopaolo D’Adamo: “E’ in dirittura d’arrivo a Vasto il nuovo statuto comunale. Lo anticipa il presidente dell’assemblea civica, Francescopaolo D’Adamo, che l’altra sera ha terminato l’esame della bozza del fondamentale strumento destinato a regolare la vita dell’ente pubblico. «Il nuovo statuto» –confida il presidente- «consta di 79 articoli e appare un mezzo completo e importantissimo per disciplinare lo svolgimento delle attività istituzionali ma, in più in generale, della vita cittadina»”.