ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA – VASTO
COMUNICATO STAMPA 13 Gennaio ’06
ALCUNE PROMESSE NON MANTENUTE DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE PIETROCOLA. (1)
A pochi mesi dallo
scioglimento del Consiglio Comunale ci pare il caso di fare il punto su alcuni
impegni assunti, e non mantenuti, dall’amministrazione Pietrocola. Ciò
nella speranza che, per alcuni di essi almeno, il poco tempo restante possa ancora
essere utilmente speso. Ce lo auguriamo sinceramente, al di là di ogni
intento polemico.
L’elenco è
abbastanza consistente, e per darvi fondo avremo bisogno di più puntate.
Cominciamo dagli impegni presi con la nostra associazione.
a) Il centro storico.
L’abbiamo già
detto: l’abbandono in cui versa il centro storico è stata sino ad ora la
sua difesa migliore. Ma il degrado, e le ristrutturazioni selvagge di questi
anni, stanno dissipando per sempre, un pezzo alla volta, l’assetto originario
della città antica. L’assenza di norme specifiche di tutela è
pressoché assoluta. Da anni la nostra associazione va chiedendo
all’amministrazione comunale un quadro generale minimo di riferimento, come una misura elementare di
civiltà. A seguito di incontri intercorsi fino all’Aprile 2005 con gli
assessori Giangiacomo (FI) e Catalano (FI), avevamo ottenuto da loro
l’assunzione dei seguenti impegni:
1. Revisione dell’art. 98 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG, con
l’introduzione di vincoli restrittivi riguardo alla modifica delle altezze, dei
voluni, delle facciate[1].
L’amministrazione comunale ha di recente indicato al prossimo Febbraio la data
di presentazione in Consiglio Comunale delle modifiche alle NTA. Tra queste non
risulta nessuna delle promesse modifiche all’art. 98. Forse per questo La
nostra associazione non è stata nel merito neppure consultata, al
contrario di quanto gli assessori Giangiacomo e Catalano si erano impegnati a fare.
2.
Inserimento “entro la
fine della legislatura[2]”- all’interno del nuovo Regolamento Edilizio (“in via
di elaborazione[3]”, Catalano) di norme specifiche relative
all’arredo, al decoro e all’igiene dell’ambiente urbano. Anche in questo caso gli assessori si erano
impegnati a consultarci, e anche questo impegno è stato sin’ora
disatteso.
3.
Elaborazione e presentazione
(sempre “entro la fine della legislatura”) di un Piano del Colore. Anche qui c’era un impegno di consultazione, sin’ora disatteso.
Al solo assessore
Giangiacomo va invece imputata:
4.
La mancata realizzazione
del Contratto di Quartiere
denominato “Via Marchesani”,
approvato –su finanziamento regionale- dal Consiglio Comunale del 5 aprile
2004, relativo al rudere di via Marchesani. L’intervento, in un primo momento
ampliamente e variamente illustrato dalla stampa locale[4],
e in particolare dall’assessore Giangiacomo[5],
è stato successivamente –e in sordina- stralciato, e i fondi relativi
dirottati altrove. A sanare questo sconcio non è bastata
all’amministrazione comunale un’intera legislatura.
L’elenco non sarebbe completo se trascurassimo le promesse fatteci
nel corso del 2003 dall’allora assessore ai Servizi, Dario Ciancaglini (AN), da
solo…
5. “L’impegno a disporre un piano di graduale
sostituzione del
manto stradale
nell’intero quartiere[6]”
[di Porta Nuova]. Mai attuato.
6. “La disponibilità del Comune ad
un intervento di ripulitura e di manutenzione ordinaria dell’ arco di Porta
Nuova[7]”. Mai attuato.
…
o in coppia con l'assessore alla Polizia Municipale e
alla viabilità, Nicola Soria (UDC):
7.
l’impegno
“all'immediata chiusura della storica piazza[8]” di S. Pietro. Attuato al contrario.
(segue)
[1] Si veda il nostro comunicato del 22.4.’05: “Gli assessori hanno dichiarato di condividere in linea generale le nostre richieste, e si sono impegnati a riportarle in sede di Commissione consiliare.” Sulla stampa, prima che uscisse il nostro comunicato, l’assessore Catalano si era persino implicitamente attribuito la titolarità delle nostre proposte: “Frenare la cementificazione e prevedere maggiori vincoli per l’edificazione nel centro storico: è la filosofia di fondo che ispira la norma proposta dalla commissione tecnica presieduta dall’assessore all’Urbanistica Antonio Catalano[…]«Occorrono vincoli maggiori: ecco perché ho proposto una norma che, nelle more di un piano di recupero a mio avviso necessario, ponga limiti alle sopraelevazioni e alle ristrutturazioni, incentivando gli interventi di salvaguardia», aggiunge Catalano […]”, etc.: Il Centro, 14.4.’05.
[2] Rimandiamo ancora al nostro comunicato del 22.4.’05.
[3] Ib.
[4] “Maxi contratti, spuntano tre progetti”, Il Centro 1.4.’04; “Contratti di Quartiere. Nuovi appartamenti in centro. Verso il recupero le palazzine di via Marchesani”, Il Centro 22.10.’04; “Via libera alla proposta del Comune. Il centrosinistra aveva contestato il destino dei manufatti di via Marchesani.”, Il Centro, 27.12.04..
[5] "L'intervento più importante? Di certo sarà il contratto di quartiere per la riqualificazione del centro storico -ha detto l'assessore Giangiacomo- un piano che grazie al cofinanziamento di un milione di euro da parte della Regione, ci consentirà di eliminare finalmente il problema del caseggiato fatiscente di Piazza Histonium": Il Messaggero, 24.12.’04.
[6] Nel nostro comunicato stampa del 7.4.’03. Impegno ribadito su Il Centro del 28.4.’04.
[7] Ib. Si veda anche: Il Centro, 8.4.’03; Il Tempo, 9.4.’03.
[8] Il Tempo, 6.6.’03.