ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA – VASTO
COMUNICATO STAMPA 11 Marzo ’06
ALCUNE PROMESSE NON MANTENUTE DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE PIETROCOLA. (2)
Che ne è dello statuto comunale?
Dopo
la petizione presentata –a norma dell’art. 19 dello Statuto Comunale- il 12 Ottobre
2004 da 16 associazioni cittadine per “l’attuazione del capo III –Forme di
partecipazione popolare- dello Statuto, ed in particolare agli articoli 16, 23,
24, 25[1]”;
Dopo
la successiva diffida (3 Gennaio ‘05), e le conseguenti rassicurazioni del Sindaco:
“per dare concreta attuazione degli altri istituti quali il difensore
civico, la conferenza dei servizi e la disciplina degli istituti di
partecipazione indicati nello Statuto […]
è stato dato mandato all'apposita Commissione Consiliare competente
di revisionare l'intero Statuto Comunale […] I lavori della Commissione sono iniziati ormai da tempo e si
prevede una rapida conclusione per l'interesse stesso che l'argomento riveste[2]”;
Dopo
che due dei partiti di maggioranza in Consiglio Comunale –Forza Italia e CCD-
avevano pubblicamente indicato nella revisione dello Statuto Comunale una delle
condizioni a loro detta prioritarie
per la propria partecipazione al governo della Città[3];
Dopo
che il Consiglio Comunale, all’unanimità, il 22 Febbraio 2005 aveva
approvato –su proposta del consigliere Giangiacomo- un ordine del giorno volto
a rendere operativi gli strumenti di partecipazione popolare indicati nella
petizione “nel più breve tempo possibile”;
Dopo
le dichiarazioni rese in quell’occasione dal consigliere di maggioranza –nonché
presidente della Commissione Statuto- Sigismondi (AN): “E’ comunque nostra
intenzione entro un mese, un mese e mezzo finire l’esame della bozza dello
Statuto”;
Dopo
tutto questo, ormai da un anno non si ha più notizia alcuna del
progettato nuovo Statuto Comunale, mentre nondimeno si continua a disapplicare
quello vecchio e vigente.
Da
fonti informali si apprende che la Commissione comunale da molti mesi ormai
avrebbe ultimato i lavori, e depositato i risultati. Nessuno però fa
mostra di volerli estrarre dal cassetto.
A
oltre dieci anni dalla sua approvazione (avvenuta il 19 Dicembre 1995) lo
Statuto Comunale di Vasto continua così a restare disapplicato.
I
partiti e i consiglieri presenti in Consiglio Comunale –a cominciare dai
partiti e dai consiglieri di maggioranza- hanno ancora il tempo e l’occasione,
prima della scadenza del mandato, per mostrare alla città il loro
interesse reale –non solo dichiarato- per il bene pubblico. E per dimostrare
che, in questo caso, le loro promesse non sono state vane.
[1] Ricordiamo che gli articoli in questione riguardano: il Regolamento degli istituti di partecipazione (art. 16); il difensore civico (artt. 23-24); la conferenza dei servizi (art. 25).
[2] Lettera indirizzata alla nostra associazione e, p.c., al Prefetto di Chieti (28 Gennaio ’05).
[3] “Il nuovo esecutivo dovrà lavorare di gran
lena su dodici punti. Sono: revisione delle norme tecniche del piano regolatore
generale, attuazione del piano-spiaggia, statuto comunale, metano, revisione
del regolamento dell’Ici, riorganizzazione del personale, scuola di
Sant’Antonio Abate, apertura della farmacia Histonium, nuovo cimitero, incarichi
ai consiglieri, servizi, piano commerciale. Spiega Ottaviano [FI] “queste proposte, che per il partito sono la
condizione di partenza per la formazione della giunta, hanno delle scadenze e
dei tempi precisi di attuazione”: Il Centro, 11.9.04. E ancora: “Pochi punti ma fondamentali quelli che l’Udc ha
sottoposto all’attenzione degli alleati e sui quali c’è stata ampia
convergenza: piano-spiaggia, revisione delle norme tecniche del Prg, estensione
della rete metanifera, riorganizzazione del personale, nuovo statuto, servizi,
sanità […] Prospero: «Se le scadenze che come coalizione ci siamo
imposti non saranno rispettate ne trarremo le debite conseguenze. Non è
una dichiarazione di guerra, ma i programmi vanno rispettati»”: Il Centro,
24.10.04.