ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA – VASTO
COMUNICATO STAMPA
3
Novembre ’06
Secondo uno spirito di dialogo e di collaborazione, il medesimo che –per la verità senza molto successo- ci aveva mosso nei confronti della precedente amministrazione comunale, proponiamo qui di seguito una lista di questioni sulle quali sollecitiamo una risposta puntuale da parte dei nostri amministratori attuali. Allo stesso tempo chiediamo un incontro nel merito con il Sindaco, gli Assessori competenti, il Presidente del Consiglio Comunale (oggi stesso provvederemo a formalizzare la richiesta).
Le questioni che solleviamo sono molte, ma tutte hanno in comune alcune caratteristiche, riconducibili all’indirizzo metodologico che da tempo la nostra associazione si è data:
a) sono già state avanzate nei confronti della precedente amministrazione (tranne due, che sono del tutto nuove);
b) per ciascuna abbiamo già condotto –per quanto potevamo- una nostra campagna di informazione;
c) sono immediatamente realizzabili;
d) non implicano rilevanti impegni di spesa (anzi, talvolta condurrebbero a un risparmio);
e) richiedono per lo più la semplice applicazione e il rispetto delle leggi vigenti.
Le abbiamo raccolte a seconda dell’interlocutore di riferimento per ciascuna.
A Luciano Lapenna, Sindaco, e Giuseppe Forte, Presidente del Consiglio Comunale.
- 16: Regolamento degli istituti di partecipazione. La sua approvazione sarebbe dovuta avvenire “nei quattro mesi successivi alla pubblicazione del presente Statuto”. L’approvazione di tale regolamento consentirebbe al Comune di compiere finalmente un primo passo in direzione di un’effettiva valorizzazione delle forme associative.
- 23 e 24: istituzione del difensore civico. A tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione.
- 25: Conferenza dei servizi. Obbliga la Giunta comunale ad una sorta di rendiconto pubblico annuale sull’andamento dei servizi pubblici locali quali il servizio idrico, la raccolta dei rifiuti, i trasporti pubblici urbani.
Pare superfluo sottolinearne l’importanza di questi istituti.
Diremo solo che lo Statuto Comunale fu approvato nel lontano Dicembre del 1995: quasi 11 anni fa. E che da allora gli articoli richiamati (e i principi solennemente enunciati[1]) nel Capo III sono purtroppo rimasti sulla carta.
Nell’Ottobre del ’99 l’amministrazione Tagliente verso la minoranza che ne chiedeva l’attuazione; nel Gennaio 2005 il sindaco Pietrocola verso la nostra –e altre 15 associazioni vastesi- si giustificarono entrambi nello stesso modo: lo Statuto è momentaneamente oggetto di revisione, al termine della quale daremo senz’altro attuazione agli articoli etc… Non vorremmo che lo stesso abbia a ripetersi ancora oggi…
Anche perché intanto qualcosa è cambiato. Il 22 Febbraio 2005, su proposta del consigliere Fabio Giangiacomo (DS), il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale si impegnava la Commissione Statuto ad inserire comunque nella bozza del nuovo Statuto i tre punti di cui sopra. Non sappiamo se nel frattempo l’allora minoranza abbia cambiato idea. Ci auguriamo di no. In questo caso, l’ennesima riscrittura (tuttora in corso) dello Statuto Comunale non dovrebbe impedire l’attuazione immediata dello Statuto vigente. E’ quello che ci attendiamo dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio Comunale.
A Firenze gli assessori comunali sono 12; a Bologna 10; a Lanciano 6. A Vasto sono 8; ma esiste da tempo un accordo tra tutti i partiti (dal quale la sola Rifondazione Comunista si è di recente chiamata fuori) per portarne il numero a 10. Ad attuare l’accordo dovrebbe provvedere, stando alle anticipazioni riportate dai giornali, per l’appunto la nuova redazione dello Statuto Comunale.
E’ vero, ciò è perfettamente compatibile con la legge vigente: il numero degli assessori, “stabilito dallo statuto”, “non deve essere superiore a un terzo del numero dei consiglieri comunali”, così l’art. 47 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Ma si tratta di un limite massimo. E non è detto che proprio il limite massimo si debba toccare. Anzi.
Non è solo un’opinione nostra. E’ un invito che proviene dal presidente nazionale dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), nonché sindaco DS di Firenze, Leonardo Domenici, che ha recentemente dichiarato[2]: “Oggi c’è un rapporto da 1 a 3 tra assessori e consiglieri eletti, almeno si dovrebbe scendere a 1 a 4”.
Noi chiediamo anche qualcosa di meno. Se proprio mantenere il numero attuale di assessori non fosse possibile, almeno si mantenga fisso il tetto di spesa, riducendo in proporzione l’appannaggio a tutti gli assessori. Sarebbe, ne siamo certi, un segnale politico molto apprezzato dalla città.
Dimostreranno le forze politiche locali tanta sensibilità civile? O prevarranno le logiche interne e gli accordi tra i partiti? Attendiamo anche in questo caso una prima risposta dai nostri interlocutori.