ASSOCIAZIONE CIVICA PORTA NUOVA – VASTO
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COMUNICATO STAMPA
30
Marzo ’07
APPELLO
AL SINDACO E AI CONSIGLIERI COMUNALI
In occasione dell’approvazione, prevista per Lunedì prossimo 2 Aprile, del nuovo Statuto Comunale, la nostra associazione intende rivolgere il seguente pubblico appello al Sindaco e ai Consiglieri comunali.
Signor Sindaco, signori Consiglieri comunali:
l’atto che vi accingete a compiere, lo sapete bene, è un atto produttivo di conseguenze durature e potenzialmente decisive per la vita non solo politica, ma anche civile della città.
Per questo è comprensibile che la pubblica opinione si rivolga a Voi, in questa circostanza, con un’attenzione ed una sensibilità particolari. Ai suoi occhi Voi siete qui chiamati a decidere non solo, singolarmente, secondo i distinti ruoli istituzionali e le opzioni politiche di ciascuno; ma anche, tutti insieme, come ceto politico cittadino. Di quello che deciderete oggi l’opinione pubblica anche nei prossimi anni Vi chiederà conto.
Per parte nostra, noi crediamo che abbiate svolto, sino ad ora, un buon lavoro. In particolare, per quanto maggiormente ci riguarda, tutte le istanze relative agli istituti di partecipazione popolare diretta (un tema sul quale la nostra associazione, con il sostegno di altre 15 associazioni cittadine, si batte dall’Ottobre 2004) ci risultano essere state recepite. Ma su di esse torneremo in futuro. Vogliamo qui invece invitarVi a fissare l’attenzione su due tra le nostre richieste che non hanno sino ad ora incontrato, a quel che sembra, la Vostra approvazione. Esse sono:
1) Non allargare la Giunta Comunale; o, quantomeno, non aumentarne il costo complessivo per il Comune. A Firenze gli assessori comunali sono 12; a Bologna 10; a Lanciano 7 (ma aumenteranno presto a 8). A Vasto sono 8 già da tempo, ma esiste un accordo tra i partiti della maggioranza (dal quale la sola Rifondazione Comunista si è chiamata fuori) per portarne il numero a 9 (se non a 10). All’accordo dà attuazione per l’appunto la nuova redazione dello Statuto Comunale. Diciamo subito che ciò è perfettamente compatibile con la legge vigente: il numero degli assessori, “stabilito dallo statuto”, “non deve essere superiore a un terzo del numero dei consiglieri comunali”, così l’art. 47 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Ma si tratta di un limite massimo. E nessuno ha detto che proprio il limite massimo si debba toccare.
Per lo meno non l’abbiamo detto noi. Ma neppure l’ha detto il presidente nazionale dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), nonché sindaco DS di Firenze, Leonardo Domenici, il quale invitava anzi di recente a ridurre il numero degli assessori: “Oggi c’è un rapporto da 1 a 3 tra assessori e consiglieri eletti, almeno si dovrebbe scendere a 1 a 4”.
Noi Vi chiediamo di mantenere su questo punto il testo del vecchio Statuto, che prevedeva “un numero di Assessori fino ad un massimo di otto”. O altrimenti, se non fosse possibile, chiediamo che almeno si mantenga fisso il tetto di spesa, riducendo in proporzione l’appannaggio a tutti gli assessori. Sarebbe, ne siamo certi, un segnale politico molto apprezzato da tutta la città.
2) Destinare la somma così risparmiata all’istituzione di un difensore civico comunale[1] residente a Vasto, invece di delegare l’incarico al difensore civico regionale (o a un suo incaricato) che verrebbe qui ogni tanto da Pescara o dall’Aquila. Perché, per la natura del suo incarico, il difensore civico deve conoscere di prima mano i problemi della città. Ma, se venisse da fuori, conoscendo meno i problemi, e non avendo tempo abbastanza per potersene informare, egli potrebbe avere per i cittadini e per gli utenti un’utilità certamente minore; e il suo incarico comporterebbe comunque ancora i dei costi.
Signor Sindaco, signori Consiglieri:
siete chiamati in questa occasione ad una decisione di grande rilievo. Può darsi, come taluni argomentano, che essa sia destinata in ogni caso a non avere un grande impatto sulle finanze comunali… Può darsi, ma non è questo il punto.
La questione è ben più grave. Voi decidete oggi su un principio, un principio politico.
Decidete se la gestione della cosa pubblica debba avvenire secondo le logiche interne alla coalizione, e agli accordi a tavolino intercorsi tra i partiti della coalizione; oppure se essa debba seguire una logica sua propria, magari in relazione ai problemi che i cittadini si trovano ad affrontare.
Se sceglierete la prima strada, sappiate di aver contribuito per la vostra parte a quella presa di distanza della società civile dalla vita politica che, a parole, tutto il ceto politico pretende di deprecare.
[1] L’allegato dimostra che un difensore civico può essere retribuito quanto (o persino meno) di un assessore.